
Dušan Jakomin (1925-2015), parroco nato a St. Anton vicino a Capodistria e arrivato giovanissimo a Servola nel 1953 per rimanervi fino alla morte, è sicuramente una delle figure più importanti di Servola. Chiamato scherzosamente spesso il sindaco di Servola, ha presentato con le sue opere letterarie (libri, articoli, opuscoli e altro materiale) Servola e il Museo Etnografico di Škedenj al grande pubblico e ha così preservato il passato di questo villaggio per i nostri discendenti.
Quando arrivò a Servola, radunò intorno a sé tanti giovani con i quali fondò il coro e l’associazione Opera Culturale di Servola. Jakomin non è stato solo un sacerdote, ma anche direttore del coro, critico musicale, pubblicista, conduttore radiofonico e operatore educativo e culturale a tutto tondo.
Appena arrivato, rimase affascinato dalla storia di questo piccolo paese vicino a Trieste, e con il suo lavoro riuscì a conservare la figura della krušarca (portatrice di pane o pancogola) e le diede l’importanza che merita scrivendo una serie di libri su di essa. I suoi libri riportano la storia della chiesa di Servola, la ricchissima storia centenaria dell’attività corale di Servola e la storia della ferriera, attive nel paese fino agli inizi di questo secolo e da lui reputata importante in quanto ha accompagnato, nel bene e nel male, gli abitanti di questo paese. Ha curato e conservato tutta una serie di documenti e dati che raccontano la vita quotidiana degli abitanti di questo villaggio un tempo sloveno nei pressi di Trieste e fu il primo e l’unico a trascrivere le testimonianze dell’ultima generazione delle krušarce (pancogole) che ha incontrato negli anni ottanta del XX secolo.

Il prezioso contributo di Dušan Jakomin alla conservazione e promozione della cultura slovena e istriana è stato riconosciuto con numerosi premi e onorificenze, sia a livello locale che nazionale.
Tra questi, spiccano il Premio Valvasor, conferitogli dall’Associazione dei Musei della Slovenia, e il Premio Alojz Kocijančič, ricevuto dai comuni di Capodistria, Isola e Pirano per la sua opera di raccolta e valorizzazione dell’identità culturale dell’Istria. Nel 2005 il presidente sloveno Drnovšek gli ha conferito l’onorificenza nazionale slovena, l’Ordine per Meriti nella conservazione del patrimonio culturale sloveno e nella diffusione della cultura a Trieste, nel 2013 ha ricevuto la Medaglia di Bronzo della città di Trieste e, poco prima della sua morte, ha ricevuto il Premio alla Carriera in occasione della Prešernova Proslava (festa nazionale della cultura) a Trieste per il lavoro svolto nel campo culturale, oltre a diventare cittadino onorario del suo paese natale, Sveti Anton pri Koper (San Antonio vicino a Capodistria).